COMUNE DI CETONA

Il Monte Cetona
e i suoi siti archeologici

COMUNITA' MONTANA DEL CETONA

MUSEO CIVICO
PER LA PREISTORIA
DEL MONTE CETONA



BREVE STORIA DEL MONTE CETONA

I più antichi terreni della serie stratigrafica del Cetona risalgono a circa 225 milioni di anni fa. L'ambiente era costiero, lagunare, di acque basse. Dopo alcune decine di milioni di anni il fondo marino cominciò ad abbassarsi gradualmente portando alla formazione di un ambiente aperto e più profondo. Attorno a 160 milioni di anni fa i fondali raggiunsero la quota di oltre 3.000 metri.
L'ambiente iniziò a mutare circa 80 milioni di anni fa quando si ebbero i primi movimenti legati alla formazione degli Appennini; l'accumulo di detriti portati dai grandi fiumi provenienti dalla catena alpina (30 milioni di anni) e l'importante fase tettonica (10 milioni di anni) che provocò l'emersione degli Appennini e l'innalzamento del Cetona, mutarono profondamente la morfologia del fondo marino.
Circa 3 milioni di anni fa (Pliocene) il Monte Cetona era un'isola circondata dalle acque e separata dall'Appennino dalla depressione dell'odierna Val di Chiana. A metà del
crinale attuale, nella zona di Belverde, si estendeva un piccolo lago costiero (come testimonia la presenza in alcuni sedimenti di molluschi di acqua dolce e salmastra).
Il clima era temperato caldo ed il monte ricoperto da una fitta vegetazione.
Poi le acque si ritirarono gradualmente e la successione degli eventi geologici e climatici portò ad un ambiente simile a quello attuale. In questa fase inizia, sul fianco orientale del monte, la formazione di estese placche di travertino (tipo di calcare di colore biancastro sottilmente stratificato e dall'aspetto poroso) che fratturandosi hanno causato il crollo e l'accumulo di enormi blocchi di roccia.
Hanno avuto origine così ripari e cunicoli che nel loro insieme formano un complesso di gallerie e di sale sotterranee frequentate dall'uomo nelle varie epoche preistoriche sia come luoghi di abitazione, sia per la deposizione dei defunti.

LA RICERCA ARCHEOLOGICA

La ricerca archeologica nel territorio ha avuto inizio nei primi anni di questo secolo ad opera di alcuni nobili famiglie locali. In seguito le ricerche furono affidate dalla Soprintendenza alle Antichità d'Etruria all'archeologo perugino Umberto Calzoni.
Egli stesso afferma che si innamorò delle zone per "una fortunata combinazione" dopo una sua visita escursionistica fatta alla fine del 1927 all'Eremo Francescano di Belverde, avendo raccolto lungo i viottoli del bosco molti frammenti di vasellame preistorico.
Il Calzoni ha scavato e segnalato, tra il 1927 ed il 1941, una ventina di cavità per alcune delle quali ha fornito un rendiconto, generalmente incompleto, dello scavo e delle modalità di rinvenimento dei materiali (oggi conservati in gran parte nel Museo Archeologico di Perugia), mentre per altre non fu mai curata alcuna edizione anche parziale. Con la scomparsa del Calzoni cessa l'attenzione per il monte Cetona.
Per molti anni l'area di Belverde è stata oggetto di prolungate ricerche di clandestini che anno procurato danni irreparabili.
L'Università di Siena e la Soprintendenza Archeologica per la Toscana hanno ripreso gli scavi, con scadenza annuale, a partire dal 1984. Sono stati scoperti nuovi stanziamenti all'aperto o in ripari sotto roccia; le ricerche allo stato più avanzato sono quelle nei siti di S: Maria in Belverde, del Riparo del Capriolo e di Buca del Leccio, tutti abitati nell'età del Bronzo.
I materiali provenienti dagli scavi recenti, insieme ad alcuni reperti di vecchie collezioni, sono visibili presso il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona.

INSEDIAMENTI PREISTORICI NELL'AREA DI BELVERDE

Gli insediamenti preistorici sul monte Cetona, come abbiamo già avuto di sottolineare, sono localizzati soprattutto nell'area di Belverde ed in particolare attorno al Romitorio di S. Maria.
Riportiamo in breve le schede illustrative dei siti più importanti scavati e pubblicati dal Calzoni e di quelli oggetto di ricerche recenti.

GROTTA DI S. FRANCESCO

Deve il suo nome alla tradizione secondo la quale S. Francesco vi soggiornò per un certo periodo.
Fu scavata dal Calzoni nel 1927 - 28. È composta da una serie di cavità molto articolate di cui non si conosce l'accesso originario. Nei pressi di questa si è insediato l'uomo di Neanderthal, come è testimoniato dagli strumenti litici e dai resti di fauna ritrovati nel ripiano superiore della cavità. È stata frequentata soprattutto durante il Bronzo Medio.

GROTTA DELLA CARBONAIA

Deve il suo nome al fatto che l'area antistante l'ingresso veniva utilizzata in passato per la preparazione del carbone. È costituita da un'unica grande cavità irregolare. I materiali più significativi recuperati dal Calzoni al suo interno sono riferibili al Bronzo Medio Appenninico.

ANTRO DELLA NOCE - ANTRO DEL POGGETTO - TOMBETTA DELLA STRADA

È un complesso di cavità comunicanti che si aprono lungo la strada. Sono state scavate nel 1928. Nella sala principale il Calzoni rinvenne numerose ossa umane tra cui sei crani capovolti ed uno di cane.
Sono state frequentate sporadicamente dalla fine del Neolitico ed in modo molto intenso a partire dalla media età del Bronzo. Più rari sono i reperti attribuibili al Bronzo Medio Appenninico ed al Bronzo Recente.

GROTTA LATTAIA

È una cavità carsica scavata nel 1939 dal Calzoni e nel 1969 dall'Istituto di Paletnologia dell'Università di Roma.
È stata frequentata sporadicamente dall'uomo di Neanderthal, più intensamente nelle varie fasi del Neolitico e dell'età del Bronzo. Sono venuti alla luce anche materiali di epoca romana ed ellenistica fra cui una stipe votiva, numerosi ex voto ed alcune monete di bronzo.

RIPARO DEL CAPRIOLO

In origine doveva trattarsi di una cavità piuttosto ampia la cui volta è progressivamente arretrata per crolli successivi. Lo scavo, effettuato dall'Università di Siena nel 1987, ha messo in luce una stratigrafia che comprende quattro superfici di abitazione intercalate a episodi di crollo. I materiali recuperati sono tutti riferibili al Bronzo Medio iniziale.

S. MARIA IN BELVERDE

Si tratta di un abitato all'aperto situato in prossimità del Romitorio di S. Maria. Le varie campagne di scavi qui effettuate a partire dal 1984 dall'Università di Siena hanno messo in luce l'esistenza di una stratigrafia comprendente piani di abitati, in parte sovrapposti, che vanno dall'antica età del Bronzo fino al Bronzo finale.




GROTTE DI BELVERDE

ORARIO: 1 Luglio - 30 Settembre 9.00/13.00 - 16.00/19.00
1 Ottobre - 30 Giugno
solo per gruppi e scolaresche prenotando presso:

MUSEO CIVICO CETONA Tel. 0578-237632 - 0578-237611
UFFICIO TURISTICO CETONA Tel. 0578-239143



Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona
Via Roma, 37 - 53040 Cetona (Siena)
Tel. 0578-238004 - 0578-237611
Fax 0578-238616


Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona

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