Il Vino Nobile


Il documento più antico riferibile al vino di Montepulciano è del 789: il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull'Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano. Il Repetti ci riferisce che i primi quantitativi esportati sono del '300. La consacrazione del vino di Montepulciano arriva nel 1685 quando Francesco Redi conclude i versi dedicatigli nel ditirambo "Bacco in Toscana" con: "Montepulciano d'ogni vino è Re".

La storia di questo vino prosegue fra elogi fino all'ottocento, quando ai successi di alcune cantine enologiche in importanti concorsi alla metà del secolo, si affianca il giudizio severo dell'enologo di Sua Maestà Britannica in occasione dell'esposizione di Vienna del 1873, dove si lamenta la presenza di un solo campione di Montepulciano "di una mediocrità che rendeva assai dubbia l'importanza degli encomi del Redi". All'inizio del '900 il Vino Nobile di Montepulciano sembra qualcosa appartenente al passato, finchè alla prima mostra mercato dei vini tipici svoltasi a Siena nel 1933, organizzata dall'Ente Mostra-Mercato Nazionale dei vini tipici e pregiati, una delle aziende ancora attive a Montepulciano, presenta un vino rosso pregiato che ottiene larghi consensi. L'esempio fu seguito da altre aziende e nel 1937 viene fondata una cantina sociale con l'intento di creare una struttura per la commercializzazione del vino prodotto anche dai piccoli coltivatori.

La maggior parte del vino prodotto era Chianti; modeste le quantità del Nobile. Oggi la cantina sociale produce la maggior parte del Nobile imbottigliato. Negli anni sessanta si assiste al risveglio della vitivinicultura indirizzata soprattutto verso la produzione di Vino nobile piuttosto che del Chianti. I contributi dello Stato e della CEE, con i quali le aziende poterono riconvertire gli impianti vitati secondo le esigenze dettate dalla Doc (1966), hanno permesso a nuove aziende di entrare sul mercato. Il riconoscimento come Docg arriva nel 1980 e il Vino Nobile comincia una nuova vita.

La zona di produzione è quella del comune di Montepulciano, tranne la parte bassa della Val di Chiana. I terreni sono di origine pliocenica ad un'altitudine compresa fra i 250 e i 600 metri. I terreni migliori sono nelle zone di Caggiole, Sanguineto, Gracciano e Cervognano dove l'argilla è frammista a sabbia. I vini prodotti sono quasi tutti adatti al lungo invecchiamento. La superficie vitata è di 670 ettari con una produzione di 27.000 ettolitri di vino adatto a diventare Nobile. Le aziende operanti sono centosessantanove, di cui quaranta confezionano il vino nobile, mentre le altre lo vendono sfuso.

Il vitigno base è il Prugnolo Gentile, selezione clonale del Sangiovese Grosso, l'uva che rientra in tutti i rossi toscani. Oltre al Prugnolo Gentile abbiamo il Canaiolo nero, la Malvasia del Chianti e il Trebbiano toscano, a cui possono aggiungersi in misura limitata il Pulcinculo (Grechetto Bianco) e il Mammolo.

In fase di vendemmia molta cura viene dedicata alla scelta dei grappoli: sollo quelli ritenuti idonei vengono destinati al vino Nobile. Gli altri sono utilizzati per il Rosso di Montepulciano o per il vino da tavola. Il vino deve rimanere almeno due anni in botti di rovere o di castagno prima dell'esame Docg e del successivo imbottigliamento. Dopo tre anni ha diritto alla dizione "riserva".



UVE: Prugnolo Gentile, Canaiolo Nero, Mammolo, Malvasia del Chianti, Pulcinculo
COLORE: rosso rubino con riflessi porporini
PROFUMO: vinoso, intenso
SAPORE: armonico, vellutato, morbido
ALCOOL: 12,5% vol.
ACCOSTAMENTI: arrosti, grigliate,formaggi saporiti
TEMP. DI SERVIZIO: 18-20°C.
STAPPARE 2 ORE PRIMA DI SERVIRE