L'Etruria dagli dèi
sconcertanti e silenziosi pare abbia avuto in Chiusi (Chamars "circondata da
paludi" e poi Clusium) uno tra i suoi più potenti centri abitati: invano i Romani
cercarono di far tacere la grande civiltà il cui solo ricordo dava ombra alla loro
potenza; invano credettero di sancire la fine di essa con le battaglie vinte al lago di
Vladimonio(302-283 a.C.): Chiusi, cosi grave di rilevazioni, sembra oggi vendicarsi del
tempo e riproporre intera l'espressione della sua vita e della sua grandezza; Chiusi è
forse, oggi, davvero la città più importante della remota Etruria, disvelata e scoperta.
Per questo, più che ai vaghi ricordi e alle leggende, la sua storia si affida alle
confidenze dirette che possono darci le sue Tombe vive ed enigmatiche come i suoi dèi,
gli oggetti, le pitture, le testimonianze di una vita complessa e civile.
Ricorderemo soltanto il famoso Porsenna Re di Chiusi che pare aiutasse Tarquinio, il Superbo a tornare sul trono di Roma (520 a.C.) e suo figlio Arunte, che fù invece battuto dai Romani ad Ariccia (506 a.C.). Tito Livio e Dionigi rammentano il celebre Porsenna, il cui valore lo faceva chiamare addirittura "Re degli Etruschi". Colti, amanti della vita nelle sue più splendide manifestazioni, dovettero essere i Locumoni: ed ora adagiati sui coperchi dei loro sarcofaghi, maliziosi e tranquilli, lasciano a noi l'inquietudine di ricercare, forse invano, il loro linguaggio e il loro mistero.
Sappiamo che nel 391 il territorio subì un'invasione da parte dei Galli Senoni e che nel 296 (quando Chiusi era già diventata una città Romana) Fabio Massimo vi stanziò una legione al comando di L. Scipione vicepretore dell'Etruria; incerta è la notizia d'una battaglia, presso Chiusi, tra Silla e Papiro Carbone di cui farebbe fede un'iscrizione conservata in città. L'età cristiana è testimoniata da due catacombe: il Cristianesimo converte definitivamente Chiusi nel III secolo e si ha ricordo della Vergine Mustiola, chiusina, che fu marterizzata sotto Aureliano.
Il primo documento medievale che ci resta di Chiusi è un atto di donazione nel 1191 in cui il Papa Celestino III concede al Vescovo di quel luogo Monte Venere. E' questo un monte che gioca sulla suggestione dell'ambiente Etrusco, quando uscendo dalle tombe della Scimmia, sotto Montebello, lo troviamo dinanzi, al tramonto, con il suo pino in cima, quasi a vigilare altre sicure rivelazioni. Nelle guerre tra Vitige e Belisario(536), sappiamo da Procopio che Chiusi fu una roccaforte di capitale importanza; e tale si mantiene per tutto il periodo Longobardo; a questo periodo appartiene Regimbaldo, ultimo duca di Chiusi, che fu anche audace predone e molestatore dei confini altrui.
Tra Siena, Perugia, Orvieto, Orvieto è la prima che stabilisca il suo dominio su Chiusi, mentre nel 1231 con le vittorie senesi sui terrotori Orvietani, anche questo paese viene conquistato da Siena. Nel 1289 avvenne presso il ponte di S.Mustiola il combattimento dei Ghibellini contro i Farinata degli Uberti. Varie volte queste città maggiori si contendono il possesso della rocca di Chiusi fino a che nel 1414. Ladislao Re di Napoli conquista tutta la Val di Chiana. Poi, Chiusi passa di nuovi a Siena che scolpisce il suo stemma sulla torre dell'antica fortezza (che risale al XII secolo e comprime una vastissima zona etrusca, di gallerie passaggi). Nel 1552 Ascanio della Cornia conquista la città a Carlo V. Nel 1556 viene assorbita dal potere mediceo. Gli statuti di Chiusi risalgono al 1530.
Sotto i Medici si tenta di
bonificare la Val di Chiana e il territorio intorno a Chiusi e questa città si avvia cosi
sempre più celermente, ad una resurrezione e valorizzazione. Da quando, nel secolo
scorso, furono scoperte le Tombe, non si può sfuggire al fascino di questi luoghi
chiusini, poiché qui, molto più apertamente e molto più compiutamente che in qualunque
altra zona, si manifesta la civiltà etrusca.
(Il brano è stato tratto dalla Guida di Chianciano Terme e dintorni autrici le prof.sse S.Orienti - G.Vagaggini Poppi)